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Rapporto "AgrOsserva" sul II trimestre 2016

Roma, 8 agosto 2016

 

AgrOsserva: 2016 sotto tono per l'agroalimentare nazionale, almeno sul fronte dei consumi interni e dell'export

 

Nello scenario dell'economia italiana, la cui crescita è stata recentemente stimata al ribasso dal FMI (+0,9% nel 2016) anche in considerazione delle incertezze a livello globale, il settore agricolo nazionale dovrebbe mantenere una crescita moderata del valore aggiunto, sulla scia del +0,7% registrato nel primo trimestre. È quanto brevemente emerge dalle indicazioni qualitative raccolte attraverso il Panel delle aziende agricole Ismea e contenute nel rapporto AgrOsserva, relativo al II trimestre 2016, accanto a un robusto set di dati e strumenti statistici.
 
Si riflettono inevitabilmente sul settore primario, sottolinea l'Ismea nel rapporto, gli aspetti di un contesto economico caratterizzato dalla tendenza flessiva dei prezzi delle materie prime e da una spinta dell'export più flebile rispetto a quanto osservato lo scorso anno.

Le esportazioni dell'agroalimentare tra gennaio e maggio risultano in crescita del 3% sui primi cinque mesi dello scorso anno, in netto rallentamento quindi rispetto al tasso del 7,4% evidenziato nel 2015. Da sottolineare, tuttavia, il balzo registrato nel mese di maggio (+9,9% rispetto allo stesso periodo del 2015) che ha bilanciato la debole performance dei primi 4 mesi dell'anno, di riflesso alla battuta d'arresto delle vendite verso l'Area Ue.

Sulla decelerazione dell'export, ha pesato sicuramente l'apprezzamento dell'euro sul dollaro, che prosegue anche nel secondo trimestre dell'anno, nonostante le incertezze legate alla Brexit e ad altre turbolenze dei mercati finanziari.

Sul fronte nazionale, prosegue la debolezza dei consumi alimentari domestici. I dati Ismea-Nielsen segnalano che gli acquisti domestici di prodotti alimentari nel primo semestre sono diminuiti su base annua dell'1,3%, in termini di spesa. In particolare, nel confronto tendenziale con il primo semestre 2015 risultano significativamente in flessione gli acquisti di carni, salumi e latticini, nell'ordine del -6,1%, -5,6% e -3,4%. Anche secondo i dati Istat, nei primi mesi del 2016 la spesa complessiva per consumi finali delle famiglie italiane è risultata stazionaria, nonostante l'aumento del potere d'acquisto delle famiglie.

Relativamente all'andamento dei prezzi agricoli, si conferma anche in questo secondo trimestre la dinamica flessiva, seppure con cedimenti tendenziali più contenuti rispetto a quelli di inizio anno.

L'indice Ismea dei prezzi dei prodotti agricoli evidenzia per il secondo quarto dell'anno una flessione media del 7,8% rispetto allo stesso periodo del 2015. Nel trimestre, la dinamica ribassista è risultata più marcata per i prodotti vegetali (-9,3%), per effetto del forte calo del prezzo dell'olio d'oliva (-30,3%), della frutta (-18,3%) e dei cereali (-5,6%), mitigato dagli aumenti delle colture industriali (+8,1%), della soia e altre oleaginose (+2,3%).  Per il comparto zootecnico, a causa di una congiuntura sfavorevole, si aggrava nel secondo trimestre 2016 la tendenza deflativa (-5,7% sul 2015), con riduzioni particolarmente severe per le uova (-18,3%) e per il latte e derivati (-7,1%).

Il protrarsi del calo generale dei prezzi agricoli limita le possibilità di miglioramento del margine di redditività degli operatori del settore, che resta sofferente nonostante l'andamento calante dei costi di produzione, che continuano ad attestarsi su livelli inferiori rispetto a quelli sostenuti da agricoltori e allevatori nazionali nel 2015 (-2%). Nel confronto con lo scorso anno, la voce di spesa a registrare il calo più marcato è quella relativa ai prodotti energetici (-12% rispetto al secondo trimestre 2015), seguita a distanza dai concimi e antiparassitari (rispettivamente -2,2% e -1,2%), e mangimi (-1,1%), mentre registrano un lieve aumento, sempre su base annua, i prezzi degli animali d'allevamento (+0,4%).  

Le difficoltà del settore trovano conferma nel sentiment mediamente negativo delle imprese agricole, come evidenzia l'indagine sul clima di fiducia condotta trimestralmente da Ismea su un panel di circa mille operatori del settore primario. Lo scenario attuale preoccupa soprattutto le imprese specializzate in seminativi e quelle della zootecnia; mentre risulta più appagante per le aziende vitivinicole.

 

Ismea - UO comunicazione
Enrica Ruggeri, Vanna Sportelli, Andrea Festuccia,  contatta via mail


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